Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali
Corso Garibaldi 178 — 26100 Cremona
Tel. 0372-25575 e 0372-33925, Fax 0372-457077

 

SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE UMANISTICHE

DOTTORATO DI RICERCA IN MUSICOLOGIA

(coordinatore: Prof. Fabrizio Della Seta)

 

    Questo Dottorato ha assunto la denominazione attuale, in luogo della precedente di “Dottorato di ricerca in Musicologia e Scienze filologiche”, a partire dal XXIII ciclo (IX ciclo nuova serie, anno accademico 2007-2008). Suo scopo è quello di avviare alla ricerca scientifica nel campo della musico­logia al più alto livello, sulla base di una formazione ampiamente interdisciplinare. Fa parte della Scuola di Dottorato in Scienze umanistiche dell’Università degli Studi di Pavia.

    Il Collegio dei docenti, rinnovato il 10 febbraio 2010, è formato dai proff. Fabrizio Della Seta (coordinatore), Gianmario Borio, Maria Caraci Vela, Fulvia Caruso, Elena Ferrari Barassi, Michela Garda, Michele Girardi, Stefano La Via, Marco Mangani (Università di Ferrara), Daniele Sabaino, Claudio Vela, Rodobaldo Tibaldi, Pietro Zappalà. 

    Ogni dottorando è seguito nella preparazione della tesi un tutore, che può essere interno o esterno al Collegio.

    Il Dottorato prevede quattro curricula di studio: Drammaturgia musicale, Filologia musicale, Organologia e iconografia musicale, Storia delle teorie musicali. Tali curricula sono attivati di anno in anno, in base agli argomenti prescelti dai dottorandi per la loro tesi. È comunque previsto un ampio ventaglio di attività comuni a tutti i dottorandi, ed è favorito lo scambio di esperienze e di informazioni, tra diversi ambiti di interesse.

    I corsi hanno durata triennale. Essi comprendono seminari tenuti da docenti del Collegio e da altri docenti del Dipartimento, e inoltre seminari e conferenze tenuti da docenti ospiti, italiani e stranieri. Di questi seminari alcuni, di valenza propedeutica o di contenuto monografico, sono ristretti, altri si configurano come piccoli convegni, altri possono presentarsi come incontri di studio, nei quali ogni dottorando discute con i docenti e con i colleghi un proprio tema (diverso da quello della tesi) e una propria metodologia di ricerca, all’interno di un ar­gomento generale prescelto di comune accordo. I dottorandi inoltre sono tenuti a partecipare a una riunione annuale (di solito a fine ottobre) con il Collegio dei docenti; in tale occasione ciascun dottorando presenta e discute una relazione scritta sul proprio operato relativo alla preparazione della tesi. La riunione è decisiva ai fini dell’ammissione all’anno successivo di corso. Altre riunioni collettive possono essere indette a discrezione del coordinatore.

Al termine dei tre anni di corso si effettua la presentazione della tesi. Per giustificati motivi è possibile ottenere una proroga di 6 o 12 mesi, durante i quali sono sospese la frequentazione dei corsi e l’erogazione della borsa di studio.

Il titolo di Dottore di ricerca si ottiene in seguito a un esame finale, consistente nella discussione della tesi davanti a un’apposita Commissione.

Curriculum Drammaturgia musicale

   La formazione specialistica è rivolta al teatro musicale dal Seicento ad oggi ed è nutrita di approfondimenti metodologici e interdisciplinari che vanno dal pieno possesso delle necessarie competenze letterarie, indispensabili per l’analisi dei libretti, a nozioni di scenografie e regia e agli strumenti necessari a realizzare e a utilizzare un’edizione critica. Ad esempio vengono tenute in particolare considerazione le esperienze realizzate, per il teatro musicale italiano con le edizioni critiche delle opere di Bellini, Donizetti, Pergolesi, Puccini, Rossini e Verdi. La carriera universitaria non è l’unico sbocco professionale che il corso si pone come obiettivo. È per questo che una particolare attenzione viene riservata a tipologie di carriere professionali agganciate alla realtà, e dunque in relazione ad attività produttive nei teatri (in ruoli musicali o di concetto, dalla curatela dei programmi per l’ufficio stampa agli archivi musicali e storici). Questa tipologia viene attivata in presenza di una precisa domanda da parte di chi frequenta, e prevede, tra l’altro, una particolare attenzione al sistema produttivo, mediante seminari con direttori e segretari artistici, con musicisti (autori ed interpreti), oltre ad esperienze musicali pratiche, che potranno dar luogo a collaborazioni con gli Istituti superiori di studi musicali.

    Docenti di riferimento: Fabrizio Della Seta, Michele Girardi, Stefano La Via.

Curriculum Filologia musicale

    È finalizzato a consolidare nei dottorandi le competenze filologiche sia interdisciplinari sia specificamente musicologiche e a sollecitare un rapporto consapevole e diretto con i testi musicali, con lo scopo primario della loro piena comprensione. Un interesse prioritario ha l’indagine sistematica sulla dinamica dei processi della filologia d’autore (critica genetica, critica delle varianti, studio del processo compositivo, che mira a documentare e discutere criticamente le fasi della creazione dell’opera) e di tradizione (aspetti specifici delle tradizioni manoscritte, a stampa, miste, multimediali). Il percorso formativo si propone inoltre di fornire ai dottorandi l’indispensabile aggiornamento sulla evoluzione dei metodi e sulle principali scuole in Europa e in America, la capacità di valutare la portata dei contributi che alla critica dei testi musicali possono essere forniti da ambiti disciplinari tangenti, l’opportunità di porsi in diretto rapporto con i problemi, anche complessi, di critica del testo musicale, attraverso esercitazioni su repertori di epoche e di generi svariati. Questo curriculum forma studiosi che potranno dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento nell’Università e nelle fasce superiori dell’istruzione musicale, bibliotecari specializzati e manager dell’editoria musicale e musicologica, responsabili di attività musicali ed esecutori desiderosi di accostarsi ai testi musicali con consapevolezza critica, e può rivelarsi un vantaggioso arricchimento anche per chi intenda occuparsi di ambiti disciplinari affini con ampliamento e approfondimento delle proprie competenze.

    Docenti di riferimento: Maria Caraci Vela, Fabrizio Della Seta, Daniele Sabaino, Claudio Vela, Pietro Zappalà.

Curriculum Organologia e iconografia musicale

    A livello istituzionale vengono prese in considerazione le principali classificazioni degli strumenti musicali, con particolare attenzione per la sistematica Hornbostel-Sachs, oggi vigente nella maggior parte dei musei degli strumenti musicali. Vengono messi in rilievo anche i principali risvolti attinenti all’acustica musicale. Inoltre vengono offerte nozioni basilari sul restauro e sulla conservazione degli strumenti musicali. A livello monografico vengono trattati episodi significativi della storia degli strumenti musicali, vuoi isolando periodo cronologici di particolare interesse, vuoi soffermandosi su singole specie e famiglie di strumenti. Trova posto anche l’attenzione per complessi cameristici e orchestrali nel loro divenire storico. Il campo di studio interdisciplinare dell’iconografia musicale apre prospettive di studio sue proprie. L’alta valenza scientifica della disciplina impone di leggere le opere d’arte della più varia natura (pittura, scultura, disegno, vetrata, ceramica, miniatura di manoscritto, incisione indipendente e libraria, scenografia, fotografia, ecc.) secondo un’ottica culturalmente versatile. Per una corretta valutazione del supporto artistico occorrono nozioni di storia dell’arte, di archeologia, di bibliologia, ed altre ancora. Inoltre vanno letti con esattezza e competenza i contenuti di interesse musicale: strumenti musicali, musica effigiata, ritratti di musicisti, prassi esecutiva degli strumenti, del canto e della danza; inoltre è necessario tener presenti i versanti ideale, allegorico, simbolico, teologico, antropologico del “far musica”, i dati storici relativi alla committenza e i contesti artistico-culturali delle opere prese in esame. La parte istituzionale dei corsi si appunterà sulla bibliografia e sui criteri di catalogazione, anche informatica, quella monografica prenderà in esame aspetti singoli (artisti, gruppi di opere, periodi storici) di particolare rilievo. Lo studio dell’organologia e dell’iconografia musicale fornisce un importante bagaglio conoscitivo che, al di là di una prospettiva di futuro insegnamento universitario, favorisce chi intende insegnare nei Conservatori (ora «Istituti superiori di studi musicali»), svolgere attività concertistica, lavorare per festival e teatri d’opera o all’allestimento di mostre.

    Docenti di riferimento: Elena Ferrari Barassi, Laura Mauri Vigevani.

Curriculum Storia delle teorie musicali

    Al centro di tale curriculum sta la trattatistica musicale nel senso più ampio e comprensivo del termine: scritti dedicati alla fondazione scientifica o estetica di un sistema sonoro, alla delucidazione di tipologie semiografiche, alla discussione di una disciplina specifica della composizione (contrappunto, armonia, forma, strumentazione, ecc.), all’illustrazione di particolari tecniche, all’esposizione di principi generali del pensiero musicale. L’obiettivo primario è l’approfondimento delle tecniche compositive di uno o più periodi della storia della musica; tali conoscenze vengono messe in relazione con le discussioni documentate nelle fonti scritte e orali concernenti l’artigianato compositivo e la sua trasmissione, con un particolare accento sul contributo che esse diedero alla modificazione del linguaggio musicale e sulla loro collocazione nel quadro di una più generale teoria dell’arte. I lavori condotti in questo ambito potranno condurre a edizioni o riedizioni di trattati attualmente disponibili in facsimile o unicum, a contributi per una storiografia della trattatistica musicale, a indagini sui rapporti fra teoria musicale, attività compositiva e prassi esecutiva.

Docenti di riferimento: Gianmario Borio, Fulvia Caruso, Stefano La Via, Michela Garda, Rodobaldo Tibaldi.

NORME GENERALI

Le norme di funzionamento dei Dottorati di ricerca dell’Università degli Studi di Pavia sono contenute nel Regolamento in materia di Dottorato di ricerca.

I titoli di studio che danno diritto ad accedere ai corsi, così come a tutti quelli dei Dottorati di ricerca delle Università italiane, sono: la Laurea specialistica; la Laurea conseguita secondo l’ordinamento precedente all’entrata in vigore del decreto ministeriale 20 novembre 1999, n 509; un titolo accademico conseguito presso università straniere o istituzioni di formazione superiore italiane, che deve essere dichiarato equipollente alla laurea italiana dal Collegio dei docenti del Dottorato.

Il bando per il concorso d’ammissione viene emanato, di norma, entro il 15 giugno di ogni anno.

Il numero dei posti per ogni ciclo (triennio) di Dottorato è limitato, e vi si accede per concorso pubblico per esami (consistente in una prova scritta e in colloquio), ovvero per concorso pubblico per titoli ed esami. La tipologia del concorso pubblico è di volta in volta specificata nel bando di concorso. I tre temi proposti per la prova scritta dell’esame di ammissione (fra i quali uno sorteggiato e destinato allo svolgimento) e il colloquio mirano ad accertare la preparazione musicologica dei candidati in senso lato e la loro attitudine alla ricerca.

 L’Università di Pavia non garantisce borse di studio in numero pari a quelle dei posti messi a concorso; è previsto tuttavia che le borse coprano almeno la metà dei posti. Inoltre il Collegio dei docenti del Dottorato può determinare l’ammissione in soprannumero, senza borsa di studio, di candidati stranieri residenti all’estero, in numero non superiore alla metà dei posti istituiti, con arrotondamento all’unità per eccesso. Il numero dei posti in soprannumero e le modalità di ammissione ai corsi sono di volta in volta specificati nel bando di concorso.

Durante la frequentazione dei corsi sono previsti anche soggiorni di studio presso altre istituzioni culturali e universitarie italiane ed estere. In caso di soggiorni all’estero di almeno un mese chi gode di borsa di studio avrà diritto a un supplemento di borsa. L’entità del supplemento è pari, per ogni mese, a metà dell’importo mensile della borsa di Dottorato.

Le spese per la ricerca (viaggi limitatamente al territorio nazionale, acquisto di materiale bibliografico e di apparecchiature) sono, per tutti i dottorandi, a carico del Dipartimento, entro i limiti di disponibilità dei fondi assegnati annualmente a ciascun Dottorato di ricerca.

Per ogni informazione di carattere burocratico-amministrativo si consiglia di rivolgersi all’Ufficio Dottorati dell’Università degli Studi di Pavia (http://www.unipv.eu/on-line/Home/Ricerca/Dottoratidiricerca.html).

Inizio pagina                      Indice Dottorato

Pagina aggiornata il giorno: 31/10/2007