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Questo Dottorato ha
assunto la denominazione attuale, in luogo della precedente di “Dottorato
di ricerca in Musicologia e Scienze filologiche”, a partire dal XXIII
ciclo (IX ciclo nuova serie, anno accademico 2007-2008). Suo scopo è quello
di avviare alla ricerca scientifica nel campo della musicologia al più
alto livello, sulla base di una formazione ampiamente interdisciplinare. Fa
parte della Scuola
di Dottorato in Scienze umanistiche dell’Università degli Studi
di Pavia.
Il Collegio dei docenti, rinnovato il
10 febbraio 2010, è formato dai proff. Fabrizio Della Seta (coordinatore),
Gianmario Borio, Maria Caraci Vela, Fulvia Caruso, Elena Ferrari Barassi,
Michela Garda, Michele Girardi, Stefano La Via, Marco Mangani (Università
di Ferrara), Daniele Sabaino, Claudio Vela, Rodobaldo Tibaldi, Pietro
Zappalà.
Ogni dottorando è seguito nella
preparazione della tesi un tutore, che può essere interno o esterno al
Collegio.
Il Dottorato prevede quattro curricula
di studio: Drammaturgia musicale, Filologia musicale, Organologia e
iconografia musicale, Storia delle teorie musicali. Tali curricula
sono attivati di anno in anno, in base agli argomenti prescelti dai
dottorandi per la loro tesi. È comunque previsto un ampio ventaglio di
attività comuni a tutti i dottorandi, ed è favorito lo scambio di
esperienze e di informazioni, tra diversi ambiti di interesse.
I
corsi hanno durata triennale. Essi comprendono seminari tenuti da docenti
del Collegio e da altri docenti del Dipartimento, e inoltre seminari e
conferenze tenuti da docenti ospiti, italiani e stranieri. Di questi
seminari alcuni, di valenza propedeutica o di contenuto monografico, sono
ristretti, altri si configurano come piccoli convegni, altri possono
presentarsi come incontri di studio, nei quali ogni dottorando discute con
i docenti e con i colleghi un proprio tema (diverso da quello della tesi) e
una propria metodologia di ricerca, all’interno di un argomento
generale prescelto di comune accordo. I dottorandi inoltre sono tenuti a
partecipare a una riunione annuale (di solito a fine ottobre) con il
Collegio dei docenti; in tale occasione ciascun dottorando presenta e
discute una relazione scritta sul proprio operato relativo alla
preparazione della tesi. La riunione è decisiva ai fini dell’ammissione
all’anno successivo di corso. Altre riunioni collettive possono
essere indette a discrezione del coordinatore.
Al termine dei
tre anni di corso si effettua la presentazione della tesi. Per giustificati
motivi è possibile ottenere una proroga di 6 o 12 mesi, durante i quali
sono sospese la frequentazione dei corsi e l’erogazione della borsa
di studio.
Il titolo di Dottore di ricerca si
ottiene in seguito a un esame finale, consistente nella discussione della
tesi davanti a un’apposita Commissione.
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Curriculum Drammaturgia musicale
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La formazione specialistica è rivolta al
teatro musicale dal Seicento ad oggi ed è nutrita di approfondimenti
metodologici e interdisciplinari che vanno dal pieno possesso delle necessarie
competenze letterarie, indispensabili per l’analisi dei libretti, a
nozioni di scenografie e regia e agli strumenti necessari a realizzare e a
utilizzare un’edizione critica. Ad esempio vengono tenute in
particolare considerazione le esperienze realizzate, per il teatro musicale
italiano con le edizioni critiche delle opere di Bellini, Donizetti, Pergolesi,
Puccini, Rossini e Verdi. La carriera universitaria non è l’unico
sbocco professionale che il corso si pone come obiettivo. È per questo che
una particolare attenzione viene riservata a tipologie di carriere
professionali agganciate alla realtà, e dunque in relazione ad attività
produttive nei teatri (in ruoli musicali o di concetto, dalla curatela dei
programmi per l’ufficio stampa agli archivi musicali e storici).
Questa tipologia viene attivata in presenza di una precisa domanda da parte
di chi frequenta, e prevede, tra l’altro, una particolare attenzione
al sistema produttivo, mediante seminari con direttori e segretari
artistici, con musicisti (autori ed interpreti), oltre ad esperienze
musicali pratiche, che potranno dar luogo a collaborazioni con gli Istituti
superiori di studi musicali.
Docenti di riferimento: Fabrizio Della
Seta, Michele Girardi, Stefano La Via.
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Curriculum
Filologia
musicale
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È finalizzato a consolidare nei
dottorandi le competenze filologiche sia interdisciplinari sia
specificamente musicologiche e a sollecitare un rapporto consapevole e
diretto con i testi musicali, con lo scopo primario della loro piena
comprensione. Un interesse prioritario ha l’indagine sistematica
sulla dinamica dei processi della filologia d’autore (critica
genetica, critica delle varianti, studio del processo compositivo, che mira
a documentare e discutere criticamente le fasi della creazione dell’opera)
e di tradizione (aspetti specifici delle tradizioni manoscritte, a stampa,
miste, multimediali). Il percorso formativo si propone inoltre di fornire
ai dottorandi l’indispensabile aggiornamento sulla evoluzione dei
metodi e sulle principali scuole in Europa e in America, la capacità di
valutare la portata dei contributi che alla critica dei testi musicali
possono essere forniti da ambiti disciplinari tangenti, l’opportunità
di porsi in diretto rapporto con i problemi, anche complessi, di critica
del testo musicale, attraverso esercitazioni su repertori di epoche e di
generi svariati. Questo curriculum forma studiosi che potranno dedicarsi
alla ricerca e all’insegnamento nell’Università e nelle fasce
superiori dell’istruzione musicale, bibliotecari specializzati e manager
dell’editoria musicale e musicologica, responsabili di attività
musicali ed esecutori desiderosi di accostarsi ai testi musicali con
consapevolezza critica, e può rivelarsi un vantaggioso arricchimento anche
per chi intenda occuparsi di ambiti disciplinari affini con ampliamento e
approfondimento delle proprie competenze.
Docenti di
riferimento: Maria Caraci Vela, Fabrizio Della Seta, Daniele Sabaino, Claudio
Vela, Pietro Zappalà.
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Curriculum Organologia e iconografia
musicale
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A livello istituzionale vengono prese
in considerazione le principali classificazioni degli strumenti musicali,
con particolare attenzione per la sistematica Hornbostel-Sachs,
oggi vigente nella maggior parte dei musei degli strumenti musicali.
Vengono messi in rilievo anche i principali risvolti attinenti all’acustica
musicale. Inoltre vengono offerte nozioni basilari sul restauro e sulla
conservazione degli strumenti musicali. A livello monografico vengono
trattati episodi significativi della storia degli strumenti musicali, vuoi
isolando periodo cronologici di particolare interesse, vuoi soffermandosi
su singole specie e famiglie di strumenti. Trova posto anche l’attenzione
per complessi cameristici e orchestrali nel loro divenire storico. Il campo
di studio interdisciplinare dell’iconografia musicale apre
prospettive di studio sue proprie. L’alta valenza scientifica della
disciplina impone di leggere le opere d’arte della più varia natura
(pittura, scultura, disegno, vetrata, ceramica, miniatura di manoscritto,
incisione indipendente e libraria, scenografia, fotografia, ecc.) secondo un’ottica
culturalmente versatile. Per una corretta valutazione del supporto
artistico occorrono nozioni di storia dell’arte, di archeologia, di
bibliologia, ed altre ancora. Inoltre vanno letti con esattezza e
competenza i contenuti di interesse musicale: strumenti musicali, musica
effigiata, ritratti di musicisti, prassi esecutiva degli strumenti, del
canto e della danza; inoltre è necessario tener presenti i versanti ideale,
allegorico, simbolico, teologico, antropologico del “far musica”,
i dati storici relativi alla committenza e i contesti artistico-culturali
delle opere prese in esame. La parte istituzionale dei corsi si appunterà
sulla bibliografia e sui criteri di catalogazione, anche informatica,
quella monografica prenderà in esame aspetti singoli (artisti, gruppi di
opere, periodi storici) di particolare rilievo. Lo studio dell’organologia
e dell’iconografia musicale fornisce un importante bagaglio
conoscitivo che, al di là di una prospettiva di futuro insegnamento
universitario, favorisce chi intende insegnare nei Conservatori (ora
«Istituti superiori di studi musicali»), svolgere attività concertistica,
lavorare per festival e teatri d’opera o all’allestimento di
mostre.
Docenti di riferimento: Elena Ferrari
Barassi, Laura Mauri Vigevani.
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Curriculum
Storia delle
teorie musicali
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Al centro di tale curriculum
sta la trattatistica musicale nel senso più ampio e comprensivo del
termine: scritti dedicati alla fondazione scientifica o estetica di un
sistema sonoro, alla delucidazione di tipologie semiografiche,
alla discussione di una disciplina specifica della composizione
(contrappunto, armonia, forma, strumentazione, ecc.), all’illustrazione
di particolari tecniche, all’esposizione di principi generali del
pensiero musicale. L’obiettivo primario è l’approfondimento
delle tecniche compositive di uno o più periodi della storia della musica;
tali conoscenze vengono messe in relazione con le discussioni documentate
nelle fonti scritte e orali concernenti l’artigianato compositivo e
la sua trasmissione, con un particolare accento sul contributo che esse
diedero alla modificazione del linguaggio musicale e sulla loro
collocazione nel quadro di una più generale teoria dell’arte. I
lavori condotti in questo ambito potranno condurre a edizioni o riedizioni
di trattati attualmente disponibili in facsimile o unicum, a contributi per
una storiografia della trattatistica musicale, a indagini sui rapporti fra
teoria musicale, attività compositiva e prassi esecutiva.
Docenti di riferimento: Gianmario
Borio, Fulvia Caruso, Stefano La Via, Michela Garda, Rodobaldo Tibaldi.
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NORME GENERALI
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Le norme di funzionamento dei Dottorati di ricerca dell’Università
degli Studi di Pavia sono contenute nel Regolamento
in materia di Dottorato di ricerca.
I titoli di studio che danno diritto
ad accedere ai corsi, così come a tutti quelli dei Dottorati di ricerca
delle Università italiane, sono: la Laurea specialistica; la Laurea
conseguita secondo l’ordinamento precedente all’entrata in
vigore del decreto ministeriale 20 novembre 1999, n 509; un titolo
accademico conseguito presso università straniere o istituzioni di
formazione superiore italiane, che deve essere dichiarato equipollente alla
laurea italiana dal Collegio dei docenti del Dottorato.
Il bando per il concorso d’ammissione
viene emanato, di norma, entro il 15 giugno di ogni anno.
Il numero dei posti per ogni ciclo
(triennio) di Dottorato è limitato, e vi si accede per concorso pubblico
per esami (consistente in una prova scritta e in colloquio), ovvero per
concorso pubblico per titoli ed esami. La tipologia del concorso pubblico è
di volta in volta specificata nel bando di concorso. I tre temi proposti
per la prova scritta dell’esame di ammissione (fra i quali uno
sorteggiato e destinato allo svolgimento) e il colloquio mirano ad accertare
la preparazione musicologica dei candidati in senso lato e la loro
attitudine alla ricerca.
L’Università di Pavia non garantisce
borse di studio in numero pari a quelle dei posti messi a concorso; è
previsto tuttavia che le borse coprano almeno la metà dei posti. Inoltre il
Collegio dei docenti del Dottorato può determinare l’ammissione in
soprannumero, senza borsa di studio, di candidati stranieri residenti all’estero,
in numero non superiore alla metà dei posti istituiti, con arrotondamento all’unità
per eccesso. Il numero dei posti in soprannumero e le modalità di
ammissione ai corsi sono di volta in volta specificati nel bando di
concorso.
Durante la frequentazione dei corsi
sono previsti anche soggiorni di studio presso altre istituzioni culturali
e universitarie italiane ed estere. In caso di soggiorni all’estero
di almeno un mese chi gode di borsa di studio avrà diritto a un supplemento
di borsa. L’entità del supplemento è pari, per ogni mese, a metà dell’importo
mensile della borsa di Dottorato.
Le spese per la ricerca (viaggi
limitatamente al territorio nazionale, acquisto di materiale bibliografico
e di apparecchiature) sono, per tutti i dottorandi, a carico del
Dipartimento, entro i limiti di disponibilità dei fondi assegnati
annualmente a ciascun Dottorato di ricerca.
Per ogni informazione di carattere
burocratico-amministrativo si consiglia di rivolgersi all’Ufficio Dottorati
dell’Università degli Studi di Pavia (http://www.unipv.eu/on-line/Home/Ricerca/Dottoratidiricerca.html).
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Pagina aggiornata il
giorno: 31/10/2007
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