Ricordo di Francesco Attanasi


Tutte le lezioni di mercoledì 23 febbraio sono state sospese per ricordare Francesco Attanasi.
Lo stesso giorno alle ore 9 è stata celebrata una messa nella chiesa di Sant'Ilario.

Cremona, 24 febbraio 2005

 Un pensiero per Francesco

Francesco Attanasi aveva 26 anni. Si è iscritto alla Scuola di Paleografia e Filologia Musicale, poi Facoltà di Musicologia, nell’anno accademico 1997. In quel primo anno non ha frequentato le lezioni e non si è stabilito a Cremona perché stava ancora preparando il diploma in clarinetto presso il Conservatorio di Lecce. Nel ’98 è venuto a vivere a Cremona.

In quell’anno si è iscritto al corso di Composizione presso il Conservatorio di Piacenza con Giorgio Tedde. Si è laureato nel luglio 2003, nel novembre successivo ha cominciato i corsi della SILSIS. Parte della tesi è stata pubblicata (L’eredità di Diego Carpitella, a cura di Gino Dimitri e Maurizio Agamennone, Besa, Lecce, 2003, e in «Rivista Internazionale di Musica Sacra»).

Ha partecipato ai seminari sui "Metodi della ricerca etnomusicologica sul campo" a Torre de’ Picenardi, organizzati nel seno della Facoltà di musicologia (Università di Pavia) e di Lettere (Università statale di Milano), collaborando sia ai gruppi di ricerca sulle tradizioni locali, sia ai concerti serali. Si è reso disponibile anche a partecipare ad altre iniziative organizzate dalla Pro Loco come la festa di Natale per i bambini.

Aveva una discreta attività concertistica. Nel sito Promart c’è ancora l’indicazione di un suo concerto con la pianista Palma Laera a Bari per l’Associazione Concertistica N. Piccinni, nel 2001. Nel 2002 ha effettuato il servizio civile presso l’Archivio di Stato. Dal 2003 è stato promotore di due gruppi musicali che sintetizzavano musiche popolari e colte (Sciacuddhuzzi e The buskers)

Nel 2004 ha collaborato con il Comune di Cremona nei progetti di Attraversarte. Faceva parte del Comitato Organizzativo Concerti Studenteschi. A dicembre Francesco ha tenuto un seminario sulla pizzica salentina per il circolo Arci di Cremona.

Nel sociale era molto impegnato soprattutto nella Lega Anticaccia. Partecipava ad azioni di disturbo durante le giornate venatorie.

Aveva molti amici anche a Milano, e aveva suonato all’Università Bocconi. Molto intensa era l’attività anche al paese natale, Soleto, dove – tra altri impegni – dirigeva un coro. Aveva continuato a fare ricerche sulle fonti scritte delle tarantelle, a cui pensava di dedicare i prossimi impegni di ricerca.

Beato il giovane

che non si lascia irretire dal fascino dell'ignoranza,

che non si ferma indulgendo alla pigrizia,

che non si adagia immobile nell'indifferenza;

ma pone mano alla ricerca della verità,

conquistandone ogni giorno luminose particelle

nella gioia e nella sofferenza,

nella giustizia e nella libertà.

La sua esistenza è come albero

che lambisce con le sue radici il fiume della sapienza

e ne assorbe la linfa vitale:

le sue foglie non appassiranno mai (cfr. Salmo1)

La sua vita è d'esempio,

La sua memoria è in benedizione.

In Paradiso avevano bisogno

di un nuovo angelo musicante.

Ne avevano sentito uno dalla Terra

che poteva andare proprio bene.

…Ce lo invidiavano anche da Lassù!

E lui ha accettato di andare a suonare anche Lì.

Con la sua bontà e la sua simpatia

se li sarà già conquistati tutti.

Da ieri il Cielo nevica ininterrottamente:

è il segnale che lui è già arrivato…

ed hanno già iniziato a far festa.

Noi, qui, resi muti dal dolore,

tendiamo le orecchie verso l’Alto

per captare ancora qualche sua nota.

Grazie Francesco, e arrivederci!

20 febbraio 2005

Así como una jornada bien empleada
produce un dulce sueño, así una vida
bien usada causa una dulce muerte.

                           Leonardo Da Vinci

 La muerte es una vida vivida.
                          Jorge Luis Borges

Con éstas dos frases prefiero recordar a Francesco. No lo conocí en su intimidad, pero nosotros los argentinos decimos que "murió en su Ley". Venía de un concierto, de hacer lo que amaba. Recordemos al "flaco" con alegría. Siempre estará presente entre nosotros con su música..... con la música que nos dejó su propia existencia.

Mis condolencias a la familia que no conocí y a todas las personas que  tuvimos la fortuna de poder conocerlo.

Los abrazo con el corazón.

                               Fernando Santiago

26 febbraio 2005

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO  23/2/2005

Soleto - Da tutta Italia sono venuti in paese gli amici e gli estimatori di Francesco Attanasi. Per lui anche un'orazione laica

L'ultimo abbraccio a «Checcone»

Sulla bara il clarinetto del musicologo morto in un incidente a Cremona

SOLETO - Un paese agghiacciato nel dolore, fermo in quasi tutte le sue attività per dare l'estremo saluto a Francesco Attanasi, lo sfortunato musicologo morto a soli 26 anni in un incidente stradale la notte di sabato scorso alle porte di Cremona. Rinviate le attività del catechismo, della scuola calcio e delle altre società sportive locali. Più di tremila persone alla cerimonia funebre, praticamente tutta Soleto; e in più decine di colleghi, ma anche semplici estimatori, partiti da diverse città d'Italia per tributare il loro omaggio al giovane musicista. Il fiume ininterrotto di persone che entravano in chiesa, ove era stata allestita la camera ardente, per esprimere le condoglianze ai familiari era cominciato sin dalle prime ore del mattino quando il feretro era giunto in paese. Sulla bara il clarinetto di Francesco, strumento protagonista di tanti concerti e tante serate. Con il passare delle ore, una folla crescente ha percorso le viuzze del centro storico e le strade della periferia in direzione della cattedrale. Tra i convenuti, il fisarmonicista greco Georgios Garnelis, compagno d'appartamento di Francesco, e insieme a lui Ketty, un'altra studentessa di Cremona. Non è potuto intervenire Jonathan Gluck, il violinista israeliano e stretto collaboratore di Francesco anche lui residente a Cremona, che però aveva presenziato alle esequie organizzate dall'università lunedì scorso. «È morto il mio migliore amico», ha dichiarato Gluck al telefono; mentre Daniele De Pascalis, organizzatore insieme a Francesco e a suo fratello Giuseppe di numerosi concerti a Milano, ha espresso a nome delle associazioni dei pugliesi in Lombardia e di «Salento delle Brianze» il più profondo cordoglio. Una facciata della cattedrale era coperta dai manifesti di saluto a «Checcone» (così chiamavano tutti affettuosamente l'amico scomparso): i vecchi compagni di liceo, il comune di Soleto, il convento dei francescani, il preside e i docenti della scuola media statale dove il padre Fedele insegna matematica. Prima della messa, centinaia di volantini contenenti un profilo umano e professionale di Francesco erano stati distribuiti a chi entrava in chiesa proprio dagli amici più intimi. Poi la liturgia con un bellissima omelia di Padre Luigi, un frate cappuccino che aveva conosciuto Francesco e ne aveva apprezzato le doti personali e professionali. Struggente, subito dopo, il discorso del fratello Giuseppe denso di ricordi e di accorati accenti di affetto. Al termine dell'ufficio funebre, il corteo si è mosso alla volta del cimitero; ma, all'altezza della Porta di San Vito, luogo in cui storicamente vengono pronunciate le orazioni laiche in morte dei soletani più illustri, un vecchio amico di Francesco ha ricostruito la vicenda intellettuale del musicologo prematuramente scomparso. Dopodiché la salma è ripartita, seguita da un lungo corteo, verso il luogo della sepoltura dove è giunta quando era ormai buio e dove tutti si sono stretti intorno ai familiari prima della tumulazione.

24/02/2005