|
Acustica
musicale
(Sergio Cingolani)
-
L’acustica musicale nella storia. Equazioni fondamentali
dei sistemi vibranti: energia e smorzamento, sistema semplice.
Sistemi con molti modi di vibrazione. Introduzione agli aspetti
matematici delle teorie acustiche.
-
Vibrazioni complesse e loro spettro. Onde progressive, onde
sonore in due e tre dimensioni, irraggiamento sonoro. Sorgente
puntiforme, sorgente lineare.
-
Effetto
Doppler, riflessione, rifrazione, diffrazione,
interferenza.
-
Risonanza. Tubi chiusi e aperti. Impedenza acustica.
Risonatore di Helmholtz.
-
L’udito: struttura dell’orecchio, discriminazione delle
frequenze, mascheramento.
-
Intensità e pressione del suono, misura dei livelli di
pressione e potenza sonora.
-
Principi di psicoacustica: loudness, son, altezza del suono,
durata e livello.
-
Origine delle scale, la scala pitagorica, la scala ‘naturale’,
temperamenti inequabili e temperamento equabile.
-
La voce umana: l’organo vocale, formanti, riconoscimento
vocale. Uso del sonogramma.
-
Acustica degli strumenti musicali: corde vibranti, piastre
vibranti, strumenti a corde (violino, clavicembalo e pianoforte),
strumenti a fiato (flauto traverso, clarinetto e tromba), strumenti
a percussione (timpano).
-
Principi fisici di funzionamento, caratteristiche timbriche,
formazione del suono e suo irraggiamento.
-
Acustica degli spazi chiusi: principi e parametri
fondamentali, riverberazione, teoria di Sabine, tempo di
riverberazione di Eyring, modi e onde stazionarie, progettazione
acustica dei teatri, parametri acustici oggettivi e soggettivi.
Indici di chiarezza. Misure acustiche su strumenti musicali. Misure
acustiche nei teatri storici.
Bibliografia
-
S.
Cingolani, R. Spagnolo,
Acustica musicale e architettonica, Torino, UTET,
2004;
-
R.
Spagnolo, Manuale
di acustica applicata, Torino, UTET, 2001;
-
A.
Frova, Fisica
nella musica, Bologna, Zanichelli, 2000;
-
S.
Cingolani, Elementi di acustica applicata,
Brescia, Libreria Snoopy, 1998;
-
M.
Campbell,
C. Greated, The Musician’s Guide to
Acoustics, London–Melbourne, Dent, 1987.
Analisi
musicale a
(Gianmario
Borio)
Il corso
intende fornire, oltre ad una panoramica delle principali forme
musicali del periodo classico e tardo-barocco, gli strumenti
necessari per una corretta analisi della sintassi musicale classica.
Mediante esercitazioni pratiche, si approfondiranno le
caratteristiche delle tipologie sintattiche fondamentali (frase,
periodo e tipi ibridi), i procedimenti (frammentazione,
liquidazione, modello-sequenza, ecc.) e le funzioni formali
(presentazione, continuazione, interpolazione, ecc.), i concetti di
struttura ‘serrata’ e struttura ‘fluida’, di funzioni
‘intertematiche’ e ‘intratematiche’, di coordinazione e
subordinazione, nonché il ruolo svolto da tutti questi aspetti
nella generazione e nell’articolazione della forma musicale. Nelle
analisi sarà dedicata particolare attenzione alla stretta
compenetrazione tra i suddetti aspetti e la componente armonica, e
alle tecniche di elaborazione motivica, variazione, sviluppo e
“variazione in sviluppo” (Schönberg). Sempre nel contesto delle
esercitazioni si accennerà alla riflessione teorica in seno alla
quale si sono storicamente delineati i vari concetti affrontati,
facendo quindi riferimento agli scritti di Arnold Schönberg, Erwin
Ratz, Erwin Stein, Carl Dahlhaus, Rudolf Réti, Hans Keller. Altro
punto di riferimento importante sarà la teoria “funzionale”
della forma classica di William A. Caplin.
I brani presi
in esame, variamente selezionati nell’ambito di un periodo esteso
dal tardo Settecento al primo Novecento, saranno analizzati
nell’ottica dei loro aspetti sintattici e formali ascrivibili alla
logica musicale classica. Alcune esercitazioni d’analisi saranno
anche dedicate alla tipologia sintattica fondamentale della musica
barocca (modello sintattico ad espansione o Fortspinnungstypus)
e ai suoi rapporti con la sintassi musicale del periodo classico.
Bibliografia
essenziale
-
W.
E.
Caplin, Classical
Form: A Theory of Formal Function for the Instrumental Music of
Haydn, Mozart, and Beethoven,
New York – Oxford, Oxford University Press, 1998;
-
C.
Dahlhaus, Phrase
et période.
Contribution à une théorie de la syntaxe musicale, in
“Analyse musicale”, 13/4, 1988, pp. 37-44;
-
A. Schönberg,
Elementi di composizione musicale, revisione di G.
Strang e L. Stein, trad. it. di G. Manzoni, Milano, Suvini Zerboni,
1969;
-
E.
Ratz, Einführung
in die musikalische Formenlehre: über Formprinzipien in den
Inventionen und Fugen J. S. Bachs und ihre Bedeutung für die
Kompositiontechnik Beethovens,
Wien, Universal Edition, 1973;
-
C.
Kühn, voce Form,
in Die Musik in Geschichte und Gegenwart, 2. Aufl., Sachteil,
Bd. 3, Kassel, Bärenreiter, 1995, pp. 607-643;
-
I. Bent, W.
Drabkin, Analisi musicale, ed. it. a cura di C.
Annibaldi, Torino, EDT, 1990.
Altra bibliografia sarà segnalata
durante le lezioni.
Analisi
musicale b (4 CFU)
(Marco
Mangani)
Analisi
del linguaggio e analisi musicale.
Il
corso presuppone la conoscenza delle linee generali della teoria
schenkeriana.
A)
Dalla linguistica strutturale alla grammatica generativa di N. A.
Chomsky
-
L’analisi
in costituenti immediati.
-
L’ambiguità
e le forme sintattiche complesse: la grammatica trasformazionale.
-
Il
superamento della prospettiva trasformazionale e il progetto di
una grammatica universale.
-
Il
concetto matematico di ricorsività e la grammatica generativa (teoria
standard).
-
Cenni
sulla teoria standard estesa.
-
Le
grammatiche della musica.
B)
Il concetto di grammatica musicale
-
La
teoria generativa della musica tonale (GTTM).
-
Il
problema del parlante/ascoltatore in musica e le critiche alla
GTTM.
-
La
grammatica dello stile.
Bibliografia
essenziale
-
G.
Yule,
The Study of Language, 2nd ed., Cambridge, Cambridge
University Press, 1996 (trad. it. Introduzione alla
linguistica, seconda edizione, Bologna,
il Mulino, 1997);
-
A.
Cardinaletti, Grammatica generativa, in Dizionario
di linguistica e di filologia, metrica, retorica, a cura di
G.L. Beccaria, Torino, Einaudi, 1994, rist. 2002,
pp. 365-369;
-
F.
Lerdahl, R. Jackendoff,
A Generative Theory of Tonal Music, Cambridge (Mass.),
The MIT Press, 1983;
-
M.
Baroni, R. Dalmonte, C. Jacoboni, Le regole della
musica. Indagine sui meccanismi della comunicazione, Torino,
EDT, 1999.
Molti
degli argomenti trattati sono riassunti in una dispensa curata dal
titolare del corso, dotata di una più ampia bibliografia. La
dispensa è periodicamente soggetta a revisione.
Archeologia
e storia dell’arte greco-romana a
(Anna
Maria Riccomini)
Il
classicismo nell’arte romana.
Che
influenza ha avuto la produzione artistica greca di età classica
(del V e IV secolo a.C.) nella formazione del linguaggio figurativo
romano? Quali sono stati i modelli che maggiormente hanno
contribuito al consolidarsi di un repertorio di immagini comune e
diffuso in tutto l’Impero? Durante il corso verranno presi in
esame i monumenti e i contesti artistici di età romana (con
particolare riferimento al periodo della tarda Repubblica e al regno
di Augusto) che meglio documentano la voluta ripresa e la
rielaborazione di celebri capolavori dell’arte greca. Con
l’aiuto di quanto resta della trattatistica artistica in lingua
greca e latina, sarà poi analizzato il percorso teorico che ha
condotto alla maturazione del concetto di “classico” nell’arte
antica.
Per
sostenere l’esame è necessaria la conoscenza dei seguenti testi:
-
P.
Zanker, Un’arte
per l’impero. Funzione e intenzione delle immagini nel mondo
romano, Milano, Electa, 2002, capitoli V, VI, X;
-
P.
Zanker, Augusto
e il potere delle immagini, Torino, Einaudi, 1989, pp.
85-108 e pp. 255-313;
-
E.
La Rocca, Artisti rodii negli Horti Romani, in M.
Cima e E. La Rocca (a cura di), Horti Romani, Atti del
Convegno Internazionale (Roma, 4-6 maggio 1995), Roma, 1998, pp.
203-74;
-
i
saggi di V. Saladino,
Artisti greci e committenti romani, e di H.-U.
Cain, Copie dai “mirabilia” greci, in S. Settis
(a cura di), I Greci. Storia, cultura, arte, società, 2,
II, Una storia greca: trasformazioni, Torino, Einaudi,
1998, pp.965-90 e pp. 1221-44.
Archeologia
e storia dell’arte greco-romana b
(Anna
Maria Riccomini)
La
“fortuna” dell’arte classica.
Partendo
dall’esame di alcune forme di reimpiego di monumenti dei primi
secoli dell’Impero nell’arte tardo-antica, il corso tenterà di
ripercorrere le vicende più significative delle diverse forme di
riuso dei manufatti antichi (di età greca e romana) in età
post-classica. In particolare saranno affrontati, con l’occhio
dell’archeologo, il complesso problema del reimpiego dell’antico
in epoca medievale, il fenomeno del collezionismo di antichità in
alcuni centri italiani del Rinascimento (in particolare a Roma e a
Venezia), e il lento maturarsi ed evolversi (discusso per esempi
significativi) di quella scienza antiquaria da cui avrà origine,
nella seconda metà dell’Ottocento, la moderna archeologia.
Per
sostenere l’esame è necessaria la conoscenza dei seguenti testi:
-
L.
Beschi, La
scoperta dell’arte greca, in S. Settis (a cura di), Memoria
dell’antico nell’arte italiana, III: Dalla tradizione
all’archeologia, Torino, Einaudi, 1986, pp. 293-372;
-
L.
Faedo, Ricostruire
l’arte greca, rappresentare il mito, in S. Settis (a cura
di), I Greci. Storia, cultura, arte, società, 3, I
Greci oltre la Grecia, Torino, Einaudi, 2001, pp. 1117-1152;
-
S.
Settis, Continuità
dell’antico, in Enciclopedia dell’arte antica,
Secondo Supplemento, II, Roma, 1994, pp. 250-60;
-
S.
Settis, Futuro
del ‘classico’, Torino, Einaudi, 2004.
Archivistica
(Maria
Luisa Corsi)
-
I
principi fondativi della disciplina archivistica: formazione,
gestione, conservazione, valorizzazione dell’archivio, da
strumento di governo a bene culturale.
-
Gli
archivi italiani dalla fine dell’Antico Regime al Codice
dei Beni culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 22.1.2004, n. 42).
Il
corso è costituito da 30 ore di lezioni teoriche e 30 ore di
esercitazioni dedicate all’esame dei complessi documentari storici
e contemporanei ed ai metodi di organizzazione ed inventariazione.
Le esercitazioni si terranno in particolare presso l’Archivio di
Stato di Cremona e comprenderanno inoltre visite guidate ad archivi
di istituzioni.
Bibliografia
Manuale
di base:
-
A.
Romiti, Archivistica
generale. Primi elementi, Torre del Lago – Lucca, Civita
Editoriale, 2002.
Per
il punto 2 si daranno indicazioni bibliografiche durante il corso.
Manuali
di completamento:
-
E.
Lodolini, Archivistica.
Principi e problemi, Milano,
Angeli, 200210;
-
A.
Romiti, Archivistica
tecnica. Primi elementi, Torre del Lago – Lucca, Civita
Editoriale, 2004.
Armonia a (Pietro Zappalà)
Nozioni fondamentali di armonia.
La definizione classica di
“accordo”. Le triadi: le triadi sui gradi della scala; stato
fondamentale e rivolti; collegamento. Le tetradi: classificazione;
stato fondamentale e rivolti; collegamento.
La cadenza e le funzioni armoniche.
Classificazione delle cadenze. Le funzioni armoniche: tonica,
dominante, sottodominante. Proiezione delle successioni cadenzali
sul percorso armonico complessivo.
Ampliamento del percorso tonale. Le
dominanti secondarie e il concetto di “tonicizzazione”. Il
prestito modale. Gradi alterati e accordi alterati. La modulazione:
generalità.
Bibliografia
- D.
Zanettovich, Appunti per il corso di armonia
principale, Milano, Sonzogno, 1996, vol. 1;
- W.
Piston, Armonia, Torino, EDT, 1989.
Armonia
b (4 CFU)
(Marco Mangani)
Il
corso presuppone il possesso delle nozioni fondamentali
dell’armonia, nonché una conoscenza essenziale dei problemi di
armonizzazione del basso; si divide in due parti:
-
l’analisi
della melodia e l’armonizzazione del corale (con esercitazioni
pratiche);
-
l’evoluzione
del linguaggio armonico nei secoli XVIII e XIX: teoria, storia e
analisi del repertorio.
Per
la prima parte, il manuale di riferimento è il seguente:
-
R.
Dionisi, G. Dardo, M. Toffoletti, Studi sul corale.
Storia, tecnica, analisi, esercitazioni, Padova, Zanibon,
1969.
Per
la seconda parte si farà ricorso principalmente a
-
D.
de la Motte, Manuale di armonia, edizione italiana
a cura di L. Azzaroni, Firenze, La Nuova Italia, 1988.
Durante
il corso saranno fornite ulteriori indicazioni bibliografiche.
Bibliografia (Gianna Del
Bono)
Il corso intende
illustrare i criteri basilari del sistema bibliografico; fornire gli
strumenti metodologici indispensabili per affrontare una ricerca
bibliografica e per favorire un uso consapevole e mirato della
produzione repertoriale; offrire, infine, le cognizioni
indispensabili per l’allestimento di liste bibliografiche.
Programma
La bibliografia:
definizione e sintesi storica. L’universo bibliografico:
classificazione delle bibliografie e criteri di ordinamento interno.
Concetto di copertura bibliografica. La bibliografia nazionale
corrente e retrospettiva. Criteri di selezione e valutazione dei
repertori. Criteri metodologici per la compilazione di liste
bibliografiche.
Bibliografia
essenziale
-
G.
Del Bono, La bibliografia. Un'introduzione, Roma,
Carocci, 2000;
-
R.
Pensato, Corso di bibliografia, Milano,
Bibliografica, 19984 (solo il capitolo 2, La
compilazione di bibliografie);
-
A.
Serrai, voce Bibliografia in Enciclopedia
italiana di scienze, lettere ed arti, Appendice V,
1979-1992, vol. 1, Roma, Istituto della Enciclopedia
italiana fondato da Giovanni Treccani, 1991, pp. 353-356;
-
G.
Solimine, Controllo bibliografico universale,
Roma, AIB, 1995.
Eventuale
ulteriore bibliografia verrà segnalata durante il corso.
Bibliografia musicale (Pietro
Zappalà)
-
Elencazione,
conoscenza pratica e valutazione dei principali strumenti
necessari per avviare ed approfondire uno studio musicologico.
-
L’avvio
di una ricerca attraverso Dizionari ed enciclopedie (New Grove
2, Neue MGG, DEUMM). Le bibliografie generali (Duckles).
-
Strumenti
per il reperimento della letteratura sulla musica. I repertori
correnti: RILM, BMS, MI, IIMP, ZDM. Rassegna dei repertori
storici (cenni). Il RIPM. L’aggiornamento attraverso le
riviste musicali e i cataloghi editoriali. Repertori di tesi e
dissertazioni.
-
Strumenti
per la localizzazione dei testimoni. Il RISM. Le pubblicazioni
di Eitner. I cataloghi (di fondi storici, delle principali
biblioteche). Le collane di facsimili.
-
Altri
strumenti di lavoro. Dizionari speciali, le riviste, le storie
della musica, i cataloghi tematici, i cataloghi editoriali, gli opera
omnia, le collane editoriali, gli epistolari.
-
Internet
e la ricerca musicologia.
-
Le
principali biblioteche musicali e i centri di ricerca
musicologica in Italia.
Bibliografia
-
V.
H.
Duckles, Music
Reference and Research Materials. An Annotated Bibliography,
New York, Schirmer, 19985;
-
G.
Merizzi, La ricerca bibliografica nell'indagine
storico-musicologica, Bologna, CLUEB, 1996 (“Alma
materiali. Didattica”);
-
N.
Schwindt-Gross
Musikwissenschaftliches Arbeiten: Hilfsmittel, Techniken,
Aufgaben, Kassel, Bärenreiter, 1992 (“Bärenreiter
Studienbücher Musik”, 1).
Ulteriore
bibliografia verrà segnalata durante le lezioni, durante le quali
verranno esaminati di volta in volta gli strumenti bibliografici più
rilevanti.
Biblioteconomia (Gianna Del
Bono)
Il corso si propone di fornire le
nozioni di base relative all'organizzazione, alla gestione e al
funzionamento di una biblioteca, soffermandosi essenzialmente su tre
momenti: l’acquisizione, il processo di mediazione e la gestione
dell’informazione.
Programma
Biblioteconomia: definizione e
sintesi storica. La formazione delle raccolte: dalla politica degli
acquisti alla gestione delle raccolte. La mediazione catalografica:
caratteristiche e funzioni del catalogo per autori, del catalogo a
soggetto e del catalogo sistematico. La ricerca in biblioteca. I
servizi di informazione.
Bibliografia essenziale
-
R.
Dini, La catalogazione, in Lineamenti di
biblioteconomia, a cura di P. Geretto, Roma, NIS, 1991, pp.121-146;
Introduzione
a Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane,
Roma, ICCU, 1985.
-
G.
Solimine, La biblioteca. Scenari, culture, pratiche di
servizio, Roma–Bari, Laterza, 2004 (solo i cap. 2-4, pp.
3-128);
-
L.
Crocetti, Classificazione decimale Dewey, Roma,
AIB, 2001.
Eventuale ulteriore bibliografia verrà
segnalata durante il corso.
Biblioteconomia musicale (Pietro
Zappalà)
Trattazione dei
principali problemi inerenti la gestione di una biblioteca musicale,
con particolare riguardo alla teoria e alla tecnica della
catalogazione.
La formazione dei
bibliotecari musicali. Tipi di biblioteche ed archivi con fondi
musicali. La descrizione catalografica dei documenti musicali, con
particolare riferimento alle ISBD (PM) e alle ISBD (NBM).
L’indicizzazione formale per autori e titoli (secondo le RICA),
con approfondimenti sui problemi legati ai documenti musicali. Il
titolo uniforme. Cenni di indicizzazione semantica per soggetti (con
richiamo alla BNI), per classificazioni (con richiamo alla CDD). La
collocazione. L’automazione in biblioteca.
Bibliografia
- M.
Guerrini, Catalogazione, Roma, AIB, 1999
(“Enciclopedia tascabile”, 16);
- Manuale di
catalogazione musicale, a cura di M. Donà, E. Zanetti e A.
Zecca Laterza, Roma, ICCU, 1979;
- International
Federation of Library Associatons and Institutions
ISBD (PM), International Standard Bibliographic
Description For Printed Music, Second revised ed., edizione
italiana a cura dell’Istituto centrale per il Catalogo unico
delle biblioteche Italiane e per le informazioni bibliografiche,
Roma, ICCU, 1993;
- International
Federation of Library Associations and Institutions,
ISBD (NBM), International Standard Bibliographic
Description for Non-Book Materials, revised ed., edizione
italiana a cura di M. C. Barbagallo, Roma, AIB, 1989.
Ulteriore
bibliografia verrà segnalata durante le lezioni.
Biblioteconomia
musicale 2
(Pietro
Zappalà)
Il corso approfondisce gli aspetti già
trattati in Biblioteconomia musicale, con particolare
interesse per la catalogazione dei manoscritti musicali e per le più
recenti riflessioni sui principi catalografici (FRBR), con esame
delle implicazioni dirette per i documenti musicali.
Bibliografia
- M.
Gentili Tedeschi, Guida a una descrizione
catalografica uniforme dei manoscritti musicali, Roma, [ICCU],
1984;
- International
Federation of Library Associations and Institutions, Requisiti
funzionali per record bibliografici: rapporto conclusivo,
edizione italiana a cura dell'Istituto centrale per il Catalogo
unico delle biblioteche italiane e per le informazioni
bibliografiche, Roma, ICCU, 2000;
- C.
Ghilli, M. Guerrini, Introduzione a FRBR: Functional
Requirements for BIbliographic Records, Milano,
Bibliografica, 2001.
Ulteriore bibliografia verrà
segnalata durante le lezioni.
Codicologia a (Marco
D’Agostino)
Propedeutico a Codicologia
b.
Elementi generali di
codicologia; storia e momenti di formazione del codice.
L’esame prevede la
descrizione di un codice della Biblioteca Statale di Cremona, che
dovrà essere eseguita alla presenza del docente. Le lezioni in
biblioteca per la stesura dell’elaborato si terranno a partire
dall’inizio del mese di novembre fino al termine del corso. Chi
non potesse frequentare deve concordare con il docente, all’inizio
dell’anno accademico e comunque non oltre il mese di ottobre, un
appuntamento in biblioteca per svolgere l’esercitazione scritta.
Testi consigliati per
la preparazione generale
-
M.
Maniaci, Archeologia del manoscritto, Roma, Viella,
2002;
-
M.
L. Agati, Il libro manoscritto. Introduzione alla
codicologia, Roma, “L’Erma” di Bretschneider, 2003;
- Guida a una
descrizione uniforme dei manoscritti e al loro censimento, a
c. di V. Jemolo e M. Morelli, Roma, Istituto centrale per il
Catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni
bibliografiche, 1990;
- A.
Petrucci, La descrizione del manoscritto. Storia,
problemi, modelli, seconda edizione corretta e aggiornata,
Roma, Carocci, 2003.
Una bibliografia più
dettagliata verrà fornita nel corso delle lezioni.
Codicologia b (Marco
D’Agostino)
Verranno
approfonditi, d’accordo con gli studenti, alcuni argomenti
trattati nel corso di Codicologia
a. Il corso prevede incontri e lavori di tipo seminariale. Prima
di sostenere l’esame orale lo studente deve svolgere una
esercitazione scritta da concordare con il docente.
La
bibliografia verrà fornita nel corso delle lezioni. È necessario
saper tradurre testi da almeno due delle principali lingue straniere
(inglese, francese, tedesco).
Conservazione e restauro degli strumenti
musicali (Laura
Mauri Vigevani)
Presuppone la conoscenza delle
caratteristiche principali (morfologiche, timbriche, d’uso nella
pratica musicale) degli strumenti musicali europei dal Medioevo
all’età contemporanea. Quanti ne sono sprovvisti e non
frequentano Organologia musicale possono comunque riferirsi alla
bibliografia indicata nel programma d’esame di questa disciplina e
chiedere indicazioni alla docente.
Il corso introduce alle principali
teorie e pratiche di conservazione e restauro, verifica dal vivo
alcune metodologie di intervento (attraverso visite guidate, tra cui
quelle previste nel viaggio di studio a Siena e Montepulciano) e
sollecita una riflessione critica in proposito.
Bibliografia preliminare
- C. Brandi,
Teoria del restauro, Torino, Einaudi, 2000 (1963),
escluse le appendici ma compresa la
Carta del restauro 1972;
- G. Basile,
Conservazione, restauro, manutenzione dell’organo: prime
annotazioni, in Conservazione e restauro degli organi
storici. Problemi, metodi, strumenti, a cura di
Giuseppe Basile, Ministero per i Beni culturali e ambientali –
Istituto Centrale per il Restauro, Roma, De
Luca, 1998, pp.
27-30.
Altre indicazioni bibliografiche
saranno fornite durante il corso.
Contrappunto (4 CFU) (Antonio Delfino)
Corso di base che mira a fornire gli
elementi fondamentali della tecnica contrappuntistica
rinascimentale; l’impostazione didattica, attraverso l’analisi
di composizioni significative ed esercitazioni pratiche di
scrittura, privilegia l’aspetto storico concentrando lo studio sul
periodo rinascimentale, dall’età di Josquin a Palestrina.
Bibliografia di base
- R. Dionisi,
B. Zanolini, La tecnica del contrappunto vocale nel Cinquecento, Milano, Edizioni Suvini Zerbini, 1979;
- D.
De la Motte,
Kontrapunkt. Ein
Lese- und Arbeitsbuch
(1981), ed. it. Il contrappunto, Milano, Ricordi,
1991 (cap. 3 e 4).
Altra bibliografia di riferimento
- A.
Gardane,
Il primo libro a due voci de diversi autori (Venezia. 1543),
a cura di A. Bornstein, Bologna, Ut Orpheus, 1994;
- K.
Jeppesen,
Counterpoint. The Polyphonic Vocal Style of the Sixteenth
Ccentury (varie edizioni);
- C.
Ganter, Kontrapunkt
für Musiker. Gestaltungsprinzipien der Vokal- und
Instrumentalpolyphonie des 16. und 17. Jahrhunderts in der
Kompositionspraxis von Josquin Desprez, Palestrina, Lasso,
Froberger, Pachelbel u.a., Salzburg, Katzbichler, 1994;
- Th.
Daniel, Kontrapunkt.
Eine Satzlehre zur Vokalpolyphonie des 16. Jahrhunderts, Köln,
Dohr, 1997;
- P.
Schubert,
Modal Counterpoint, Renaissance Style, New York –
Oxford, Oxford University Press, 1999.
Si consiglia una lettura preventiva
del 3° capitolo del manuale di De la
Motte
Dialettologia
italiana
(Piera
Tomasoni)
Uso organico e uso riflesso dei
dialetti: lettura di testi e di documenti.
Bibliografia essenziale
- C.
Grassi, A. Sobrero, T. Telmon, Fondamenti di
dialettologia italiana, Roma–Bari, Laterza, 1997.
Diplomatica (Gastone
Breccia)
Il
documento medievale: genesi e forme.
La
tradizione dei testi documentari.
L’edizione
delle fonti documentarie.
Testi per la preparazione dell'esame:
- A.
Pratesi, Genesi e forme del documento medievale,
Roma, Jouvence, 1979;
fotocopie fornite dal docente.
Drammaturgia antica a (Eleonora
Rocconi)
Lo
spettacolo teatrale nel mondo greco-romano: testi e contesti,
tipologia e sviluppo diacronico delle forme drammatiche e delle
realizzazioni sceniche proprie delle civiltà antiche.
1.
Ai fini della preparazione dell’esame è indispensabile la
lettura, in una buona traduzione italiana, di
due opere teatrali antiche (una tragedia e una commedia) e di
un manuale di storia del teatro a scelta tra i seguenti:
-
U.
Albini, Nel
nome di Dioniso, Milano, Garzanti, 1991 (rist. 1999);
-
H.
C. Baldry, Greci
a teatro: spettacolo e forme della tragedia, Roma, Laterza,
2001;
-
M.
Di Marco, La tragedia greca, Roma, Carocci, 2000;
-
G.
Guidorizzi (a cura
di), Introduzione al teatro greco, Milano, Mondadori,
2003;
-
H.
Kindermann, Il teatro greco e il suo pubblico,
Firenze, Ponte alle Grazie, 1990;
-
A.
Pickard-Cambridge,
Le feste drammatiche di Atene, Firenze, La Nuova
Italia, 1996;
-
N.
Savarese (a cura di), Teatri romani. Gli spettacoli
nell’antica Roma, Bologna, il Mulino, 1996;
-
D.
Susanetti, Il teatro dei Greci, Roma, Carocci,
2003.
N.B.:
là dove il manuale prescelto tralasci la parte greca o quella
romana, si integri con i saggi sul teatro antico contenuti
rispettivamente in
-
Lo
spazio letterario della Grecia antica (vol. I: La
produzione e la circolazione del testo, tomo I: La polis,
Roma, Salerno, 1992, pp. 301-34 e 335-77; tomo II: L’Ellenismo,
Roma, Salerno, 1993, pp. 501-526),
e
-
Lo
spazio letterario di Roma antica (vol. II: La
circolazione del testo, Roma, Salerno, 19932, pp.
127-214).
2.
Sugli aspetti più propriamente drammaturgici è obbligatoria la
lettura di:
-
V.
Di Benedetto, E. Medda, La tragedia sulla scena. La
tragedia greca in quanto spettacolo teatrale, Parte
prima, Spazio e messa in scena, Torino, Einaudi, 1997,
pp. 5-160,
e
-
C.
Molinari (a cura
di), Il teatro greco nell’età di Pericle, Bologna, il
Mulino 1994, introduzione più due saggi a scelta.
Altra
bibliografia, volta ad approfondire alcuni argomenti specifici, verrà
indicata nel corso delle lezioni. Si consigliano gli studenti non
frequentanti di concordare il programma con il docente prima di
sostenere l’esame.
Drammaturgia antica b (Fausto
Montana)
Aspetti
drammaturgici delle Baccanti di Euripide.
Attraverso
l’analisi delle linee tematiche e delle caratteristiche
strutturali della tragedia si indagheranno le scelte registiche e
spettacolari di Euripide, alla luce della tradizione letteraria e
della concezione poetica dell’autore.
Per
poter accedere all’esame occorre avere sostenuto quello di Drammaturgia
antica a.
L’esame
avrà lo scopo di verificare la conoscenza:
-
del
testo delle Baccanti in traduzione italiana e degli
argomenti e dei testi presentati nelle lezioni;
-
di
-
V.
Di Benedetto, E. Medda, La tragedia sulla scena,
Torino, Einaudi, 1997, pp. 161-312 (= Parte seconda,
Attori, Coro e personaggi);
-
di
almeno due saggi critici, scelti dalla bibliografia
proposta durante le lezioni;
-
di
almeno tre opere teatrali antiche a scelta, in traduzione
italiana, così ripartite:
Gli
studenti impossibilitati a frequentare le lezioni o che abbiano
validi motivi per personalizzare il programma d’esame sono
invitati a prendere contatto con il docente per le opportune
modifiche o integrazioni.
Drammaturgia musicale a (Michele
Girardi)
Il
corso è diviso in una parte istituzionale comune a Drammaturgia
musicale a e Drammaturgia musicale b e in due moduli. Si
prevedono, inoltre, incontri in forma seminariale, per consentire
agli studenti di
applicare i criteri metodologici appresi durante il corso. In questa
sede si offrono solo indicazioni provvisorie: per il programma
aggiornato, e indicazioni bibliografiche più precise, si consulti
la pagina Web del docente (http://spfm.unipv.it/girardi/C2004-2005).
NB: il modulo a non è propedeutico al modulo b.
Parte
istituzionale:
Il
teatro musicale europeo, 1750-1926.
Si
richiede la conoscenza delle opere (e dei rispettivi generi) nel
periodo indicato. Sarà riconosciuto in sede d’esame il risultato
di chi si fosse impegnato attivamente nei seminari.
Bibliografia
-
C.
Dahlhaus, Drammaturgia dell’opera italiana, in Storia
dell’opera italiana. a cura di L. Bianconi e G. Pestelli, VI:
Teorie e tecniche, immagini e fantasmi, Torino, EDT, 1988,
pp. 79-158;
per
l’inquadramento generale si tengano presenti
-
R.
Di Benedetto, Romanticismo e scuole nazionali,
Torino, EDT, 1991;
-
F.
Della Seta, Italia e Francia nell’Ottocento,
Torino, EDT, 1993,
rispettivamente
voll. 8 e 9 della Storia della musica, a cura della Società
italiana di musicologia (2a ed.).
Parte
monografica:
Der
Freischütz di Weber nel contesto dell’opera romantica
tedesca di primo Ottocento.
Il
modulo sarà dedicato al titolo che meglio rappresenta il teatro
musicale tedesco nella fase di consolidamento del Romanticismo, con
uno sguardo retrospettivo rivolto in particolare alla Zauberflöte
di Mozart e al Fidelio
di Beethoven.
Fonti
-
F.
Kind, C. M. von Weber, Der Freischütz, libretto
(con traduzione italiana a fronte), in Carl Maria von Weber,
“Der Freischütz”, in “La Fenice prima
dell’opera”, a cura di M. Girardi, 2004/5, pp. 17-75;
-
C.M.
von Weber, Der
Freischütz, Leipzig, Peters, s.a. (rist. New York,
Dover, 1977), partitura d’orchestra (o altra edizione);
-
C.M.
von Weber, Der
Freischütz: Texte, Materialien, Kommentare, a cura di
A. Csampai e D. Holland, Hamburg, Rowohlt, 1981.
-
Bibliografia
-
L.
Finscher, Il “Freischütz” di Weber: comprensione
e fraintendimento, in “Musica/Realtà”, 7/21,
dicembre 1986, pp. 23-40;
-
Carl
Maria von Weber, “Der Freischütz”, “La Fenice
prima dell’opera” cit.;
-
S.
C. Meyer, Carl
Maria von Weber and the Search for a German Opera,
Bloomington, Indiana University Press, 2003;
-
A.
Newcomb,
New light(s) on Weber's Wolf's Glen Scene, in Opera and the Enlightenment, a cura di Th. Bauman e
M. Petzoldt McClymonds, Cambridge – New York, Cambridge
University Press, 1995, pp. 61-68.
Drammaturgia musicale b (Michele Girardi)
Vedi
le informazioni comuni a Drammaturgia musicale a.
Due
capolavori del teatro musicale di Jules Massenet: Manon e Werther.
Il
modulo è dedicato due tra le opere fondamentali di Massenet, che
verranno collocate nell’insieme della sua vasta (e varia)
produzione, e in rapporto con il teatro musicale del suo tempo.
Fonti
-
J.
Massenet, Manon,
Paris, Heugel, “Nouvelle Edition 1895” (rist. New
York, Dover, 1997), partitura d’orchestra (o altra edizione);
-
J.
Massenet, Werther, Paris, Heugel, s.a. [1892],
partitura d’orchestra (o altra edizione).
Bibliografia
-
J.-C.
Branger, “Manon”
de Jules Massenet ou le Crépuscule de l’Opéra-Comique,
Metz, Serpenoise, 1999;
-
Le
Livret d'opéra au temps de Massenet: actes du colloque des 9-10
novembre 2001
/ Festival Massenet, sous la direction d'Alban Ramaut et
Jean-Christophe Branger, Saint-Etienne, Publications de l'Université
de Saint-Etienne, 2002;
-
S.
Huebner,
French Opera at the Fin de siècle: Wagnerism, Nationalism
and Style, Oxford, Oxford University Press, 1999;
-
S.
Huebner,
Massenet and Wagner: Bridling the influence, in “Cambridge
Opera Journal”, 5, 1993, pp. 223-238;
-
Jules
Massenet,
“Manon”, “L’Avant-Scène Opéra”, n. 123, 1989;
-
Jules
Massenet,
“Werther”, “L’Avant-Scène Opéra”, n. 61,
1984;
-
B.
Olivier,
Jules Massenet. Itinéraires
pour un théâtre musical,
Arles, Actes Sud, 1996.
Drammaturgia musicale 2 (Michele
Girardi)
Drammaturgie musicali
a confronto: una fonte per più opere.
Il modulo è
rivolto agli iscritti alla laurea specialistica e si svolgerà in
forma seminariale, in base agli interessi degli studenti che
frequenteranno. La prima parte del corso verrà destinata a
un’introduzione metodologica del docente, che tratterà il caso
dell’Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut
di Prévost, e di due tra le sue numerose incarnazioni operistiche
in particolare (Massenet e Puccini). La seconda parte sarà dedicata
all’applicazione dei frequentanti su altri casi della stessa
natura, privilegiando l’analisi delle partiture in relazione con i
diversi aspetti di messa in scena.
Ecco alcune tra le numerose possibilità, a titolo di
esempio: Barbiere di Siviglia di Paisiello e di Rossini, Otello
di Rossini e di Verdi, Le Philtre di Auber e L’elisir
d’amore di Donizetti, Falstaff di Salieri e di Verdi, Gustave
III di Auber e Un ballo in maschera di Verdi, Leonora
di Paër e Fidelio di Beethoven, Il giuramento di
Mercadante e La Gioconda di Ponchielli, Macbeth di
Verdi e di Bloch, Faust di Gounod e Mefistofele di
Boito, La bohème di Puccini e di Leoncavallo, Ariane et
Barbebleue di Dukas e A Kékszakállú Herceg Vára
di Bartók, Wozzeck di Berg e di Gurlitt. Per
consentire una comparazione realmente produttiva, ai fini critici,
si escludono dalla scelta le opere sullo stesso soggetto (e/o
libretto) prodotte esclusivamente nel XVII e XVIII secolo.
La bibliografia verrà
specificata all’inizio del corso (e prima sulla pagina web del
docente: http://spfm.unipv.it/girardi/C2004-2005).
Per un orientamento di fondo sul caso previsto si legga: I.
Stoïanova, Halévy, Auber, Massenet, Puccini: l’immense
crescendo de Manon, in “Quaderni pucciniani”,
5, 1996, pp. 21-52.
Il corso si terrà
nel secondo semestre (quarto trimestre): chi intende frequentare
prenda contatto per tempo col docente, per agevolare una scelta
preventiva dei temi su cui lavorare (mail: girardi@unipv.it;
tel.: 0372-22828).
Elementi
di botanica generale (1 CFU)
(Riccardo
Groppali)
1
Classificazione e varietà biologica.
1.1 Concetto di specie e cenni di botanica sistematica: la
necessità di classificare per conoscere il mondo vivente.
1.2 Varietà biologica e ricchezza specifica: la biodiversità
come elemento di valutazione della qualità ambientale.
2
Specie vegetali e ambiente: catene e piramidi alimentari.
2.1 Il mondo vegetale nelle catene alimentari e la fotosintesi
clorofilliana.
2.2 I cicli degli elementi.
2.3 Vegetali come bioindicatori.
3 Evoluzione e coevoluzione: i meccanismi della selezione
naturale.
3.1
Piante e animali litofagi.
3.2 Impollinazione e disseminazione come esempi di
coevoluzione.
4
Vegetazione e ambiente.
4.1 L’equilibrio naturale: il concetto di climax.
4.2 La vegetazione naturale italiana.
4.3 Modelli di gestione del patrimonio vegetale.
5 Vegetazione e uomo.
5.1 Piante ed economia umana: storia ecologica
dell’agricoltura.
5.2 Esempi di paesaggio artificiale: i giardini.
5.3 Patrimonio vegetale e tradizione: il bosco nella cultura
europea.
6
Conservazione della natura e mondo vegetale.
6.1 Parchi, Riserve e conservazione della natura.
6.2 Nuove prospettive di conservazione: reti e corridoi
ecologici.
Elementi
di chimica fisica (1 CFU)
(Daria Duranti)
-
La
nascita della chimica moderna.
-
Il
modello atomico della materia.
-
La
materia dal punto di vista microscopico e macroscopico. Tappe
fondamentali dello studio della struttura atomica. Prime nozioni
sulla costruzione dell’atomo.
-
Cenni
di radiochimica.
-
Decadimento
radioattivo. Datazione con i radioisotopi (applicazioni in campo
archeologico).
-
Le
trasformazioni della materia.
-
Che
cos’è una reazione chimica. Equazioni chimiche. Le reazioni e
l’energia.
-
Studio
del degrado di alcuni materiali litoidi impiegati
nell’edilizia monumentale italiana.
-
Classificazione
delle rocce. Silicati e carbonati. Il ciclo geochimico. Il
deterioramento naturale delle rocce. L’alterazione dei
feldspati. L’anidride carbonica e l’acido carbonico. La
dissoluzione che non lascia tracce. Fenomeni fisici. Cause
biologiche.
-
Caratterizzazione
delle litologie principali utilizzate nell’edilizia toscana.
-
Arenarie:
pietraforte e pietraserena. Esempi di tipologie di degrado per
la pietraforte e la pietraserena. Il marmo: caratteristiche e
tipologie di degrado.
-
Tipologie
principali di restauro della pietra.
-
Percorso
preliminare. Edifici e manufatti di interesse storico-artistico:
pulitura da croste nere. Il consolidamento.
Bibliografia
-
I.
Bertini, F. Mani,
Lezioni di chimica, Padova, cedam,1993;
-
I.
Bertini, F. Mani,
Chimica inorganica, Padova, cedam,1989;
-
R.
Filippini, Chimica applicata ai materiali da
costruzione, Bologna, Pàtron, 1975;
-
L.
Lazzarini, M. Laurenzi Tabasso, Il restauro della
pietra, Padova, cedam, 1986.
Estetica a (Luca
Bagetto)
Significato
e scrittura nell’estetica di Hegel. Introduzione.
BIbliografia
-
V.
Verra, Introduzione
a Hegel, Laterza, Roma–Bari, 1988;
-
G.
W. F.
Hegel, Estetica,
tr.it.di N. Merker e N. Vaccaro, Torino, Einaudi, 2000.
Estetica b (Luca
Bagetto)
Significato e scrittura
nell’estetica di Hegel. La filosofia hegeliana del segno.
Bibliografia
- G. W. F.
Hegel, Estetica,
tr. it. di N. Merker e N. Vaccaro, Torino, Einaudi, 2000;
- G. W. F.
Hegel, Lineamenti
di filosofia del diritto, a c.di G. Marini, Roma–Bari,
Laterza, 1991.
Estetica musicale a (Michela
Garda)
Le tappe fondamentali
dell'estetica musicale dal pensiero greco a fine Ottocento.
Il corso ha carattere
propedeutico e si propone di fornire un panorama della storia
dell'estetica musicale attraverso la lettura e il commento di passi
d'autore da Platone a Hanslick.
Agli studenti frequentanti verrà fornita una dispensa con
l’antologia di testi presi in esame durante il corso. Gli studenti
che non potranno frequentare le lezioni dovranno approfondire gli
argomenti delle dispense con lo studio accurato del manuale indicato
in bibliografia.
Bibliografia
- G. Guanti,
Estetica musicale, Firenze, La Nuova Italia, 1999.
Estetica musicale b (Michela
Garda)
Tendenze
e problemi dell’estetica musicale nel Novecento.
Il
corso si propone di fornire una panoramica delle diverse posizioni
dell’estetica musicale del Novecento rispetto ai seguenti
problemi: carattere linguistico della musica; senso e significato;
l’opera d’arte musicale; teorie dell’avanguardia; musica e
temporalità. Agli studenti frequentanti verrà fornita una
dispensa. In bibliografia si rimanda ai principali testi che
verranno presi in esame durante le lezioni. Ulteriori indicazioni
verranno fornite durante il corso. Gli studenti che non potranno
frequentare le lezioni dovranno concordare con la docente un
programma individuale ad integrazione delle dispense.
Bibliografia
-
Th.
W. Adorno, Immagini dialettiche. Scritti musicali
1955-65, a cura di G. Borio,Torino, Einaudi, 2004, parte
terza;
-
G.
Brelet, Le
temps musical, Paris, PUF, 1949;
-
N.
Goodman, I linguaggi dell’arte. L’esperienza
estetica: rappresentazione e simboli, edizione italiana a
cura di F. Brioschi, Milano, EST, 1998;
-
R.
Ingarden, L’opera
musicale e il problema della sua identità, a cura di A.
Fiorenza, Palermo, Flaccovio, 1989;
-
L.
Meyer, Emozione
e significato nella musica, Bologna, il Mulino, 1992.
Estetica
musicale 2
(Michela Garda)
Leggere Adorno oggi.
Il corso si propone
di affrontare alcuni scritti musicali di Adorno recentemente
tradotti in italiano alla luce delle nuove interpretazioni del
pensiero del filosofo francofortese. La prima metà delle lezioni
sarà dedicata ad una panoramica della ricezione di Adorno dalla sua
morte ad oggi. Nella seconda metà del corso, che assumerà forma
seminariale, attraverso l’analisi degli scritti si affronteranno
in particolare due temi: il ruolo chiave di Beethoven nella
filosofia della musica adorniana e il ripensamento del significato
storico-filosofico di alcuni compositori (Wagner, Mahler, Strauss,
Webern e Stravinskij).
Bibliografia
-
Th.
W. Adorno, Beethoven. Filosofia della musica,
trad. it. di L. Lamberti, Torino, Einaudi, 2001;
-
Th.
W. Adorno, Immagini dialettiche. Scritti musicali
1955-65, a cura di G. Borio,Torino, Einaudi, 2004;
-
Th.
W. Adorno,
Essays on Music, selected, with introduction, commentary,
and notes by Richard Leppert, Berkeley – Los Angeles –
London, University of California Press, 2002 ;
- M.
Garda, Adorno parla inglese: nota sulla ricezione
adorniana nel mondo anglo-americano, in “Civiltà
musicale”, 28, 2003, nn. 48-49, pp. 189-205.
Etnomusicologia (Serena
Facci)
Il
corso si articolerà in due filoni:
-
tematiche
di base dell'etnomusicologia
e dell'antropologia musicale: definizione e attuali
trasformazioni del campo di indagine, metodologie di ricerca,
apporto della ricerca etnomusicologica alla definizione del
rapporto uomo-musica, etnomusicologia applicata;
-
conoscenza
di repertori musicali di diversa provenienza geografica,
attraverso il confronto con materiali sonori e audiovisivi.
Prova
d'esame per gli studenti frequentanti
1.
Test di ascolto sui materiali sonori analizzati e discussi durante
il corso.
2.
Colloquio orale su:
-
“EM.
Rivista degli Archivi di Etnomusicologia”, nuova serie, n. 1,
2003 (numero monografico su World Music: globalizzazione, identità
musicali, diritti, profitti ) (fino a p. 96);
-
AA.VV.,
Etnomusicologia applicata, atti del Seminario tenuto
presso la Fondazione Cini, Venezia, gennaio 2003 (scaricabili
dal sito www.cini.it);
-
materiali
sonori e bibliografici forniti durante il corso.
Prova
d'esame per gli studenti non frequentanti
Colloquio
orale su:
-
F.
Giannattasio, Il concetto di musica. Contributi e
prospettive della ricerca etnomusicologica, Roma, Bulzoni,
1998;
-
J.
Titon, I mondi della musica. Le musiche del mondo,
Bologna, Zanichelli, 2003 (due capitoli a scelta dal 2 al 9).
N.B.:
Gli studenti del corso quadriennale di Musicologia (vecchio
ordinamento) possono
sostenere l’esame annuale di Etnomusicologia frequentando i
due moduli di Etnomusicologia e di Musiche popolari
contemporanee del Corso di Laurea triennale in Musicologia.
·
Etnomusicologia 2 (Serena
Facci)
Nell’a.a.
2004-05 il corso non è attivo; il Consiglio di Facoltà ne ha
dichiarato l’equivalenza a Musiche popolari contemporanee 2.
Gli studenti che intendessero sostenere l’esame dovranno
concordare il programma con la docente.
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