Piera
Tomasoni si è laureata in Lettere il 30 ottobre 1973 all’Università degli studi
di Pavia, con una tesi in Storia della lingua italiana dal titolo Edizione
del “Lapidario Estense” e studio linguistico, relatrice Prof. Maria Corti,
votazione 110/110 e lode.
Ha prestato
servizio presso l’Istituto di storia della lingua italiana, poi confluito nel
Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna
dell’Università di Pavia dal I novembre 1973 al 30 giugno 1995, prima come
borsista e contrattista, poi, dal I agosto 1980, come ricercatrice del settore
scientifico disciplinare L11A-Linguistica italiana (già 39).
Dal I luglio 1995 si è trasferita da Pavia
all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ha prestato servizio come
ricercatrice del già citato settore scientifico disciplinare presso l’Istituto
di Filologia e Storia della Facoltà di Lettere, sede di Brescia, fino al 31
ottobre 2001, tenendo per affidamento senza interruzione i corsi di Storia
della lingua italiana, più quelli di Filologia italiana dal 1995-‘96 al 1997-’98 e di Letteratura
italiana I dal 1998-’99 al 2000-’01.
Dal I
novembre 2001 ad oggi presta servizio come professore associato del settore
scientifico-disciplinare LFIL/LET12 presso la facoltà di Musicologia
dell’Università di Pavia, sede di Cremona. Qui ha tenuto un corso di storia
della lingua italiana in 2 moduli di 30 ore ciascuno e un ciclo di lezioni di
storia linguistica dei periodi umanistico e rinascimentale per il Master
interdisciplinare avanzato di Filologia dei testi musicali e prassi
esecutiva ( 2001-’02); un corso di
Storia della lingua italiana in 2 moduli di 30 ore ciascuno, un laboratorio di
scrittura italiana di 30 ore e un ciclo di lezioni di linguistica italiana per
il Master citato ( 2002-2003); due moduli di 30 ore ciascuno di Storia della
lingua italiana, un Laboratorio di Scrittura italiana di 30 ore, un corso di
Dialettologia italiana di 30 ore (dal 2003-04 al 2008-2009); più un modulo di
30 ore di Dialettologia italiana per il biennio specialistico in Filologia
moderna, Facoltà di Lettere della Sede di Pavia (2003-’04) e moduli di
Linguistica e Storia della lingua italiana
per i Corsi Speciali SILSIS (2007-’08). Nel 2009-10, ha tenuto un modulo
di 30 ore di Linguistica italiana, un modulo di 30 ore di Storia della lingua
italiana e un Laboratorio di scrittura italiana di 30 ore.
Durante il
periodo iniziale del servizio a Pavia, Piera Tomasoni ha collaborato a un primo
ordinamento di manoscritti di Autori contemporanei, conservati nel relativo
Centro. L’ordinamento e la descrizione di autografi di De Marchi, di argomento
critico, filologico e linguistico, ivi depositati, sono confluiti nell’articolo
Materiali critici di Emilio De Marchi, in “Autografo”, I,3 (ottobre
1984), pp. 75-82.
Sempre in
ambito moderno e contemporaneo,ha partecipato all’allestimento dell’ edizione
critica di tutte le opere di Beppe Fenoglio, diretta da Maria Corti, curandone
il II e il III volume ( Beppe Fenoglio, Opere. Edizione critica diretta
da M. Corti, Torino, Einaudi 1978.Voll. II e III (ad eccezione degli Epigrammi),
a cura di P. Tomasoni). A margine, un articolo sulla presenza di una componente
regionale e dialettale nella lingua dei racconti dello scrittore
albese ( Suggestioni dialettali nei racconti di Beppe Fenoglio, in
“Otto/Novecento”, IV,1 (gennaio-febbraio 1980), pp. 117-142).
Ad alcuni
inattesi regionalismi presenti nella lingua di Conversazione in Sicilia è
dedicato l’ articolo La Sicilia di “Conversazione”, in “Autografo”,
n.s., 22 (1991), pp.61-76.
Gli
interessi principali sono tuttavia rivolti allo studio di testi antichi di
importanza linguistica.
In questo
àmbito sono proseguite le indagini sull’antica scripta trevisana, già
argomento della tesi di laurea, con l’edizione del Lapidario estense (Il
“Lapidario Estense: edizione e glossario, in “Studi di filologia italiana”,
XXXIV (1976), pp. 131-186), e il relativo studio linguistico in rapporto ad
altre testimonianze venete ( Per una storia dell’antico Trevisano, in
“Studi di grammatica italiana” III (1973), pp. 155-206). Altri testi trevisani
inediti del XIV secolo sono stati editi e studiati nell’articolo Ancora
sull’antico Trevisano: testi inediti del secolo XIV, in AA.VV., Tomaso
da Modena e il suo tempo. Atti del Convegno internazionale di studi per il VI
centenario della morte (Treviso, 31 agosto-3 settembre 1979), Treviso,
Stamperia di Venezia, 1980, pp. 185-199. Il Lapidario Estense è stato
infine ripreso per una nuova edizione, stavolta con un corredo di note rivolte
a inquadrare meglio il testo nel genere dei lapidari (Lapidario Estense,
a cura di P. Tomasoni, Milano, Bompiani, 1990).
Piera
Tomasoni si è inoltre occupata di autori e testi di area bergamasca, con
ricerche presso la Biblioteca Civica e l’Archivio di Stato di Bergamo. Sono
stati rinvenuti testi antichi di particolare interesse linguistico, letterari e
non, oggetto dei seguenti lavori:
Lo liberzolo
d’i masari da Osio, in AA.VV., In ricordo di
Cesare Angelini, a cura di F. Alessio e A. Stella, Milano, Il Saggiatore,
1979, pp. 75-95;
L’antica
lingua non letteraria a Bergamo. Un formulario notarile inedito del secolo XV, in AA. VV., Lingue e culture locali, a cura di O. Bravi
e G. Vitali, Bergamo, Lubrina, 1985, pp. 229-261.
La lingua di
Battista Cucchi, chirurgo bergamasco del XVI secolo, in “Archivio storico bergamasco”, XI (1986), pp. 229-239;
Ritornando a
un’antica “passione”bergamasca, in”Studi
di filologia italiana”, XLII (1984), pp. 59-107;
La leggenda
di Santa Margherita e un nuovo testimone bergamasco, in “Diverse lingue”, I,2 (ottobre 1986), pp. 73-90.
In àmbito
moderno, l’edizione completa, commentata, dell’opera del poeta dialettale
ottocentesco Pietro Ruggeri (Pietro Ruggeri da Stabello, Rime bergamasche.
Edizione critica a cura di P. Tomasoni, Bergamo, Gutenberg, 1979).
La
celebrazione del VII centenario della morte di Salimbene da Parma ha offerto
l’occasione per una ricerca sulle strutture sintattiche della Cronica,
in equilibrio tra esigenze di chiarezza e comprensibilità e una complessa
polifonia ( Osservazioni sintattiche e strutturali sulla “Cronica”di
Salimbene, in AA.VV., Salimbeniana. Atti del Convegno per il VII
centenario di Fra Salimbene(Parma 1987-1989), Bologna, Radio Tau, 1991,pp.
240-253).
Ricerche in
area bresciana, che risulta tra le meno ricche di testimonianze
linguisticamente rilevanti note e studiate, sono state condotte sul poemetto dialettale cinquecentesco La
massera da bé (Nota sulla lingua della” Massera da bé”, in AA.VV., Folengo
e dintorni, a cura di P. Gibellini, Brescia, Grafo, 1981, pp. 95-118, e, da
ultimo, Nuovi appunti sulla “Massera
da bé”, in corso di stampa in “Letteratura e dialetti” 2010), e hanno
portato al rinvenimento di un nuovo testimone della Scrittura rossa di
Bonvesin da la Riva, di tradizione verosimilmente bresciana, oggetto di una
prima ricognizione (Un testimone sconosciuto della “Scrittura rossa di
Bonvesin”, in “Rivista italiana di dialettologia”, XIII (1989), pp.
179-187) e ora di un’edizione in corso. Sul versante non letterario, è stata
edita, con il corredo di uno studio linguistico, una descrizione della rete
idrica cittadina ( Il volgare a Brescia in un’antica relazione sulle acque,
in “Rivista italiana di dialettologia”, XXVII (2003), pp. 7- 32). Del lavoro
avviato, con la collaborazione di allievi, sul monumentale Registro quattro-cinquecentesco
di Pandolfo Nassino, la cui edizione è tuttora in corso di
allestimento, si dà conto nell’articolo Per
un’edizione del “Registro” di Pandolfo
Nassino, in “Civiltà bresciana”, XII, 3 (settembre 2003), pp. 18-25.
Lavori
d’insieme che riassumono gli interessi per l’antica area veneto-lombarda
possono considerarsi la stesura del profilo linguistico del Veneto medievale,
che costituisce un capitolo della della Storia della lingua italiana,
III, Le altre lingue, a
cura di L. Serianni e P. Trifone, Torino, Einaudi, 1994, pp. 212-240, e la cura
della sezione Poesia didattica del Nord, cui si aggiunge quella della Poesia
didattica dell’Italia Centrale, per l’Antologia della poesia italiana, diretta
da C. Ossola e C. Segre, I, Torino, Einaudi-Gallimard, 1997,pp. 165-275 e
963-975.
Alle carte
ambrosiane di due dei protagonisti della
dialettologia preascoliana
Le ricerche
in area bresciana, estese al periodo contemporaneo, hanno inoltre consentito il
ritrovamento di testi per lo più
popolari, in molti casi inediti e neppure segnalati, lettere sparse e un
intero carteggio di ampie dimensioni, dei quali si è avviato lo studio ( Per
un censimento delle scritture popolari:qualche tessera bresciana, in
“Annali queriniani”, III (2002), pp. 243-283; Per la storia dell’educazione
all’italiano d’uso.Il carteggio Zubani, in “Annali di storia
dell’educazione e delle istituzioni scolastiche” 13 (2006), pp. 285-296 ).
L’interesse
per il genere epistolare, con la partecipazione al progetto cofinanziato PRIN
“Archivio italiano della tradizione epistolare in rete”, degli anni
2006-2008, ha poi suggerito lo studio,
tuttora in corso, di una sezione (anni 1914-1923) del vasto epistolario di
Giovanni Battista Montini, di imminente uscita, a cura di Xenio Toscani.
Attiene alla
storia degli studi linguistici, un contributo, con Giovanni Bonfadini, dedicato
a due protagonisti della dialettologia preascoliana: Cherubini, Biondelli e
i dialetti gallo-italici, in AA.VV., Tra i Fondi dell’Ambrosiana. Manoscritti italiani antichi
e moderni (Milano, 15-18 maggio 2007), a cura di M. Ballarini, G.
Barbarisi, C. Berra, G. Frasso, Milano, Cisalpino, 2008, pp. 565-602.
Piera
Tomasoni ha infine collaborato alla riscoperta di un’interessante e pressoché
sconosciuta scrittrice degli anni Cinquanta del secolo scorso, stendendo la Prefazione
al romanzo Pan di Segale, Brescia, Soroptimist Club di Brescia e Iseo,
2010, pp. 7-21, e avviandone uno studio
relativo alla lingua e allo stile.
Aggiornato il 29 giugno 2010